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Da Simona Torretta di Un ponte per....Baghdad, 19 agosto 2004
Situazione generale
I combattimenti nella città di Najaf proseguono da giorni, sotto lo sguardo
di tutti, incapaci di mettere freno a qualcosa che è diventato per certi
versi incontrollabile. La guerra che si sta compiendo a Najaf, ha sollevato
disordini tra le varie comunità sciite sparse sul territorio, che in un
atteggiamento solidale si sono unite negli scontri contro le forze di
occupazione. Molti iracheni sciiti, hanno percorso la strada per Najaf e
raggiunto il Mausoleo dell'Imam Alì, per opporre resistenza in caso di una
incursione militare esterna. I pellegrini si sono uniti all'Imam Alì, dichiarando apertamente che è "meglio morire in questa moschea piuttosto che rimanere in vita a guardare la distruzione di questo luogo sacro!".
Secondo le testimonianze dei volontari dell'associazione irachena "Al Noor" - che assieme ad Un ponte per., stanno distribuendo l'acqua potabile nel centro di Najaf - il sentimento di guerra è ovunque, stimolato da una generale esasperazione per la presenza di truppe militari intorno alla città di Najaf.
Le condizioni della popolazione, rimasta dentro la città, è drammatica a
causa della mancanza di elettricità e soprattutto di acqua potabile. Le
preoccupazioni per un eventuale sabotaggio degli oleodotti in tutta l'area
del sud, a seguito delle minacce provenienti dalle milizie di Moqtada Al
Sadr, ha portato alla decisione di chiudere le raffinerie generando una
notevole carenza di benzina in tutto il paese. La scarsità di benzina
sommata alla mancanza di elettricità ha compromesso il regolare
funzionamento delle centrali di potabilizzazione di acqua, peggiorando le
condizioni igieniche e sanitarie degli abitanti di Najaf.
Inoltre, la presenza di cecchini, appostati vicino alle abitazioni civili,
rendono difficili lo svolgimento delle operazioni di intervento delle
organizzazioni umanitarie, e impediscono l'accesso dei feriti nelle
strutture e negli ospedali circostanti. Secondo testimonianze dirette, e
confermate anche da rapporti delle Nazioni Unite, e delle Organizzazioni
Internazionali, l'ospedale Pediatrico e della Maternità di Najaf, è occupato
dalla polizia irachena, che hanno costretto la chiusura dell'ospedale e il
trasferimento dei pazienti negli ospedali della cittadina vicina Al-Kufa.
Come ci è stato riportato da un uno dei volontari dell'associazione Al-Noor
"nelle strade di Najaf tutti sparano a tutti", e vengono colpite anche
autoambulanze, scuole e abitazioni di civili, indistintamente. Durante la
distribuzione dell'acqua nel centro di Najaf, hanno incontrato diverse
difficoltà logistiche, e per due volte, le autobotti sono state colpite
dagli spari. Fortunatamente, i danni riportati alle autobotti non sono stati
gravi e comunque nessuno dei volontari è rimasto ferito. La distribuzione
dell'acqua è continuata regolarmente.
Situazione umanitaria
Sfollati
- Circa 500 famiglie sono state individuate nelle zone periferiche
alla città di Najaf e altre centinaia sono presenti nell'area di Kefil nel
governatorato di Babil (fonte: Life Line).
- Nella strada Najaf/Hilla sono state individuate circa 160 famiglie
(15 agosto).
- L'assistenza alle famiglie è garantita dalla Croce Rossa
Internazionale, Unicef, e da altre organizzazioni internazionali.
Salute
- Gli Ospedali di Najaf, compreso l'Ospedale Al-Hakim funzionano con
una certa irregolarità. Icivili che hanno difficoltà a raggiungere
l'ospedale generale Al-Hakim - l'unico rimasto funzionante a Najaf - si
riversano negli ospedali di Al-Furat, nella cittadina di Al-Kufa e
nell'Ospedale Al-Manathera (20 km al sud di Najaf).
- L'Ospedale pediatrico e della maternità "Al-Zahra", secondo fonti
delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali, è occupato dalla
polizia irachena. Negoziazioni tra il Ministro della Sanità e degli Interni
non hanno ancora risolto le sorti di questo ospedale.
- Il Direttorato della Sanità ha annunciato che 30-40 letti sono
stati distribuiti nei tre centri di salute primaria situati nel centro di
Najaf.
Acqua
- Le azioni militari e le incursioni aree hanno danneggiato parte
della rete di distribuzione dell'acqua del centro della città di Najaf.
- Le condizioni di precarietà igienico sanitarie, sommate alla
scarsità di acqua, per gli abitanti rimasti ancora in città, hanno
sollecitato una nostra azione in questa direzione, e nell'arco di qualche
giorno, abbiamo provveduto alla distribuzione dell'acqua potabile per più di
118,000 abitanti. Le autobotti si sono rifornite presso la fonte centrale di
Najaf (Al-Zargha) sotto la direzione del Direttorato dell'acqua di Najaf.
Complessivamente, sono stati distribuiti circa 500,000 litri di acqua
potabile.
- L'Unicef, che non è riuscita ad entrare nel centro della città, ha
garantito l'acqua potabile negli ospedali di Najaf e nelle zone con la
presenza di sfollati.
Scheda sommaria del nostro intervento:
Data
Aree
Beneficiari
(stimati)
Capacità in litri
Commenti
16/08
Al-Ansar, Al-Jasira, Al-Askary
25,000 abitanti
Totale: 96,000 litri di acqua potabile
Zone vicine al Mausoleo dell'Imam Alì.
17/08
Bragh, Mashragh, Uesh, Umara
15,000 abitanti
Totale: 64,000 litri di acqua potabile
Zone vicine al Mausoleo dell'Imam Alì. Queste zone sono molto
pericolose per la presenza di cecchini. Sulla strada verso il centro di
Najaf, uno sparo ha colpito una delle nostre autobotti, senza provocare
danni. I volontari hanno proseguito la distribuzione dell'acqua nel centro
della città.
18/08
Al-Judeida, Annun, Brakia
28,000 abitanti
Totale: 160,000 litri di acqua potabile
Zone vicine al Mausoleo dell'Imam Alì.
19/08
Al-Sadia, Al-Jidaida, Al-Mauadin
50,000 abitanti
Totale: 160,000 litri di acqua potabile
Zone vicine al Mausoleo dell'Imam Alì. Una delle autobotti, nel centro
della città di Najaf, è stata ancora una volta colpita da uno sparo. Non ci
sono stati particolari danni. I volontari hanno continuato la distribuzione
dell'acqua tutto il giorno.
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