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Visita CPT dell’1 dicembre 2003 La visita è stata programmata a causa della “rivolta” avvenuta sabato sera (o venerdi?) e di cui abbiamo appreso notizia dai quotidiani locali di domenica. Come d’accordo, entra Titti De Simone con la sottoscritta (Goretta). La visita purtroppo è breve, causa impegni urgenti della parlamentare, per cui non è stato fatto un giro ampio, non abbiamo parlato con tutti gli ospiti, lo scopo era verificare i fatti avvenuti, escludere episodi di violenza ecc… Durata della visita: dalle 15,30 alle 16,30 circa. Ricostruzione dei fatti raccolta dagli operatori (Direttrice) All’ora di cena (ore 19 circa) uno dei trattenuti (un tossicodipendente) dà in escandescenze urlando che il cibo è cattivo; gli altri si accodano nella protesta e ben presto gettano i vassoi nel cortile, gettano i materassi tutti nel cortile. Sono stati chiamati rinforzi, è arrivato in persona il questore. Hanno discusso un po’ e tutto è ritornato in ordine ben presto. Versione dei gestori, nella persona della direttrice, ma sostenuta da tutti gli altri presenti: *non è stato niente di diverso da quello che succede molto spesso. *quello del pasto è solo un pretesto, sappiamo che si ribellano all’idea di essere qui dentro; *i materassi li abbiamo dovuti cambiare perché erano bagnati; …..in sostanza non capivano che cosa eravamo andati a controllare. Abbiamo fatto presente che i quotidiani parlavano di intervento personale del questore… Considerazioni dei gestori: non era necessario, avremmo tenuto sotto controllo la situazione da soli, è successo tante volte, i giornali hanno esagerato; d’altra parte il questore viene spesso comunque (qualcuno mi ha detto una volta alla settimana) a controllare di persona. Questo è quanto. Non si sono verificati atti di violenza da nessuna delle parti. Considerazioni nostre: L’assenza di preavviso li ha lasciati un po’ interdetti, non avevano una versione unica dei fatti, questa ricostruzione lineare, così come la riporto, è stata un po’ faticosa. Appena entrati, parlando con un poliziotto, questi ha confessato di non essere ben a conoscenza dei fatti perché aveva appena preso servizio, ma che aveva sentito dire che c’era un ragazzo con dei problemi, per il quale avevano attivato una visita psichiatrica. Per un po’ siamo state interdette nell’equivoco: era il tossicodipendente che aveva scatenato il tutto o questo ragazzo? Finalmente capiamo che il ragazzo con problemi psichiatrici (forse, sic) non c’entrava niente con questo episodio della rivolta, aveva commesso un atto di autolesionismo domenica, il giorno prima, (secondo un altro poliziotto, quello, per la precisione, che lo aveva trovato) tipo tentato-tentato suicidio, essendosi appeso alla grata (con corda? impossibile, comunque con un filo o un qualcosa di adatto) in modo assolutamente inadeguato, senza nodo scorsoio, col nodo sotto il mento; insomma, ci ha mimato un po’ i gesti per farci capire che non era un tentativo serio. Era in attesa di una visita psichiatrica al policlinico. Al momento era tranquillo, ha un’aria molto persa e un po’ sconsolata, ha dichiarato problemi suoi, non dipendenti dalla restrizione della libertà, ma di vecchia data. E’ una situazione tutt’altro che tranquilla. Altra cosa. Parlando con un ragazzo, apprendiamo per caso che non hanno più la possibilità di tenere il proprio cellulare, lo consegnano al momento dell’ingresso, possono utilizzare solo la scheda. Sarà questo uno dei motivi per cui non ci chiama nessuno? Abbiamo conosciuto un ragazzo che è stato fermato ad Alessandria, proprio lunedì gli è nato un bambino e soffre molto all’idea di non poterlo vedere. Parla bene l’italiano, per forza è in Italia da sei anni; dichiara di avere dei precedenti per spaccio, ma che da due anni è a posto, vorrebbe farsi un famiglia con la sua ragazza e suo figlio; è stato fermato ad Alessandria e condotto qui, perché non c’era posto nei cpt più vicini. Ho dato il mio numero di telefono a lui, nel caso la sua ragazza si volesse mettere in contatto con me; e ad un altro ragazzo che, all’ultimo momento ha detto di aver bisogno di parlare, ma purtroppo la Titti doveva andare via. Non mi ha chiamata nessuno. Ho telefonato oggi alla direttrice per avere notizie della visita psichiatrica. Ho il nome del medico che ha visitato il ragazzo e domattina mi informerò meglio. Ha telefonato anche la Titti, sollecitando la visita del legale per valutare l’opportunità di un ricorso. Considerazioni: *vale la pena di andare senza preavviso *vale la pena andare più spesso *forse bisogna trovare un’alternativa al numero di telefono *è meglio mandare comunicati scritti alla stampa, concisi ma efficaci.
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