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Con Titti de Simone, entriamo al CPT poco prima delle 14 di venerdì 7 novembre, e usciamo dopo le 16. Quando entri la prima sensazione è quella della fretta: devi fare presto . Forse conviene fissare prima i tempi perché così eviti questa fretta che ti domina .
I dati generali sulle presenze alla data di oggi : in Totale sono 36, di cui 13 donne, 10 dei quali sono stati esclusi dalla sanatoria. Gli uomini sono stati arrestati dalla parte nord di Modena. Le donne sono state prese quasi tutte e Modena e sono tutte giovanissime.
Dentro è appena finita l’ora di pranzo , la sensazione è quella che l’ora non sia proprio quella più opportuna per una visita che si incentra soprattutto sul colloquio con le persone. Infatti quando entriamo nel primo modulo,(così definiscono i vari spazi di cui si compone il CPT, ognuno diviso dall’altro sia all’interno che all’esterno) non c’è quasi nessuno in giro e pare proprio che sia difficile parlare con le persone se non a costo di recare un certo disturbo . Ma poi, anche per una notevole disponibilità da parte dell’ispettore, il ghiaccio si rompe e cominciano i colloqui.
La prima persona con la quale parliamo inizialmente molto a fatica, è un ragazzo giovane. dall’espressione carica di sofferenza, che domani sarà condotto alla frontiera. Era un lavoratore autonomo, aveva in corso la pratica di rinnovo del permesso di soggiorno, che già prima possedeva, nel frattempo ha avuto un incidente sul lavoro ed rimasto 7 mesi in ospedale, quando è uscito erano scaduti i termini di tempo , non è più stato riammesso nel percorso della pratica e si è ritrovato al CPT. Domani sarà rispedito al suo paese.
La seconda persona , ha in corso una pratica con il SERT, è tossicodipendente e ha fatto richiesta di essere ricoverato in una comunità e di entrare in un percorso di riabilitazione. Alcuni dei presenti dichiarano di aver fatto due giorni di sciopero della fame,( 4 giorni fa),per il motivo che 10 giorni di tempo per avere il ricambio della tessera del telefono sono troppi, specialmente quando hanno famigliari in condizioni di grosso disagio oppure ammalati.
Ora che il ghiaccio è rotto si avvicinano molte persone e tutte hanno qualcosa da dire e in mezzo a una certa confusione mi arriva questa frase “ sono venuto a prendere il permesso di soggiorno e mi sono ritrovato al CPT”. Chi sta intorno conferma
A questo punto notiamo una novità che merita di essere descritta, Si sapeva che uno dei motivi di insofferenza dei detenuti era dovuto al fatto che ogni volta che avevano da accendere una sigaretta dovevano chiamare un operatore, che veniva quando aveva tempo ovviamente. E’ la stessa direttrice, fumatrice, a riconoscere che questa situazione giustificava momenti di nervosismo e gli operatori hanno rimediato in proprio. Infatti notiamo che appesa alla grata che sostiene gli 8 metri di rete metallica c’è una cassetta in lamiera che a prima vista sembra quella della posta . ma poi vediamo che i detenuti si avvicinano con la sigaretta spenta e si allontanano con la sigaretta accesa. Alla richiesta nostra di essere informati ci dicono appunto di avere risolto in questo modo, questo piccolo ma fastidioso problema. Dentro quella cassetta c'è una ……….sempre accesa
Ci si dice che sono molto diminuiti i casi di autolesionismo,e ci si può credere ,intanto però il vice direttore ci dice che sul suo tavolo ci stà un telefono rotto, naturalmente rotto da uno dei detenuti, e tutto il blocco non riesce a comunicare con l’esterno. Certamente è meglio che ad andarci di mezzo sia il telefono che l’incolumità delle persone, ma è pur sempre un segno di nervosismo e di disagio profondo .
Ci spostiamo dall’altro lato del cortile dove stanno le donne . Sarei tentata di dire le adolescenti, perché è molto evidente che sono tutte giovanissime. Sono divise in due moduli, per etnia dice uno degli operatori. Nel primo blocco, pensiamo di non sbagliare di molto a dire che le presenti vengono dall’est europeo, è da poco che sono in Italia, perché nessuna parla italiano, nemmeno quello stentato che in molti usano, se si fa eccezione per una recidiva che Titti de Simone aveva già incontrata in una delle sue tante visite. Mentre Titti riparla con lei, mi soffermo ad osservare le altre e mi convinco che sono proprio delle adolescenti,per non dire delle bambine. E mi viene spontaneo pensare ,” ma cosa ci fanno qui dentro queste bambine, ma quale storia hanno alle loro spalle, ma quali peccati hanno commesso per essere rinchiuse dopo essere state completamente spogliate perfino dei loro abiti e comunque di tutte quelle cose che contribuiscono a comporre la tua personalità. E allora dipendere da altri per avere anche la più banale cosa che riguarda anche solo l'igiene della persona lede fortemente la dignità di una persona, praticamente il senso di sé.
Passiamo nell’altro modulo e qui troviamo una situazione un po’ diversa: anche queste sono giovani, ma con l’italiano
se la cavano un po’ meglio, e forse sono più mature delle altre. C’è un gruppo di 4 nigeriane che chiedono di essere riconosciute come profughe. Gli lascio il biglietto con i numeri di telefono del gruppo e dico che ho bisogno di informarmi e mi viene in mente che l’Italia non ha una legge per il riconoscimento dei rifugiati. Intanto tutte mi hanno dato i loro nomi e credo che il gruppo deva vedere subito che cosa è possibile fare.
Nel modulo dove ora si trovano le donne e che prima era occupato dagli uomini notiamo una cosa eccezionale,i muri di tutte le stanze sono tutti affrescati e non sono le solite scritte o graffiti, ma sono disegni floreali molto belli dai colori delicati e credo si possa parlare di una notevole qualità artistica. Oltretutto una delle stanze da letto è stata autonomamente trasformata nella loro Moschea e qui i disegni sono chiaramente ispirati a luogo di preghiera. Abbiamo chiesto che quelle pareti fossero fotografate in modo che nulla andasse disperso. Certo che dovrebbero essere fotografate in modo professionale per poi semmai discuterne l’uso.
Quei disegni mettono ancora più a nudo lo squallore degli arredi ossia della mancanza assoluta di arredi se si esclude una rete inchiodata al suolo con sopra un materasso. Sono spariti anche quella specie di piccolo scaffale che molto impropriamente veniva chiama armadietto. Ora le pareti sono squallidamente nude e fredde tanto che viene da chiedersi come si può dormire in ambienti del genere
In questa visita abbiamo passato molto tempo, a mio parere forse troppo, a parlare con gli operatori, in particolare con la direttrice e vicedirettore che sono su tutte le furie perché fuori e sulla stampa si è parlato di sedativi come strumento usato per tenere l’ordine . E’ vero che sulla stampa è comparso il discorso dei sedativi, è anche vero che lo abbiamo usato in consiglio comunale ma personalmente rivendico la correttezza dell’uso che in consiglio abbiamo fatto dell’argomento. Di fronte ad un’osanna quasi generale alla improvvisa e miracolistica soluzione dei problemi dell’ordine e ad un improvviso e pesante silenzio di tutti i mezzi di comunicazione che ha fatto sparire il CPT dall’attenzione della città , dopo mesi di schiamazzi anche molto strumentali che mai però ponevano i problemi veri e di riflessone noi abbiamo espresso una nostra inquietudine, e abbiamo affermato che gli strumenti per porre fine al disordine e riportare l’ordine sono tanti , tra questi potevano esserci anche i sedativi E se Modena è la città della trasparenza chiedevamo che venissero date notizie e spiegazioni
Uno dei problemi più consistenti che emerge in ogni colloquio, è quello della difesa legale. Gli avvocati personali quando l’immigrato entra al CPT sparisce simbolicamente e materialmente e il soggetto rimane completamente scoperto,quelli che vengono nominati d’ufficio comunicano con il cliente “ via Fax”, parola di direttrice,
Ora c’è una previsione a cui bisogna porre molta attenzione, anche perché nel dato statistico delle presenze compare ed è anche piuttosto consistente: sono quei 10 su 36 presenti , che sono qui perché sono stati esclusi della sanatoria. Titti De Simone prevede che l’onda alta arriverà a gennaio e febbraio, quando sarà difinitivamente chiusa la regolarizzazione . E bisognerebbe proprio arrivarci preparati.
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