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TOSSICODIPENDENZA, INATTIVITA', PRIVAZIONI TRA I PRINCIPALI PROBLEMI EMERSI DALLA VISITA AL CPT: TRASPARENZA E CONTROLLO ESTERNO SI IMPONGONO COME NECESSARI
Venerdì 20 dicembre una delegazione del Forum sociale di Modena (Davide Ravera ed Emilio Teglio) e di Rifondazione comunista (il capogruppo regionale Leonardo Masella e il capogruppo in consiglio comunale Francesco Frieri) ha visitato il Centro di Permanenza Temporanea di Modena. Purtroppo, solo al consigliere Masella è stato concesso di parlare con le persone recluse e sempre alla presenza di personale delle forze dell’ordine e del personale che gestisce il centro. In considerazione dei gravi fatti che stavano avvenendo al Centro, è stato comunque positivo effettuare la visita, ma va da sé che non è questa la nostra idea di vigilanza trasparente e democratica sui CPT e sul funzionamento di quello di Modena. Chiederemo perciò che figure specializzate del Forum sociale incontrino, regolarmente e non alla presenza del personale di vigilanza, le persone detenute nel Centro di Sant’Anna.
La tossicodipendenza di alcuni dei reclusi si è segnalata, anche attraverso gli organi d’informazione, come una delle emergenze più critiche del CPT modenese.
Abbiamo iniziato una riflessione al nostro interno e con esperti sull’argomento, nel tentativo di garantire il rispetto del diritto alla salute di chiunque, in qualsiasi luogo e condizione.
Non vi sono state segnalazioni dirette di abusi legati alle condizioni di detenzione, anche se bisogna dire che la gestione del centro mira ad una contenzione eccessivamente preventiva di ogni possibile problema. Anche a ciò è legata la mancanza, inflitta ai reclusi, della possibilità di modellarsi uno spazio fisico individuale, fino all\'eccesso di non consentire il possesso di nessun oggetto (accendino, telecomando, ecc) perché teoricamente idoneo ad essere strumento di autolesionismo o di danneggiamenti. Questa mancanza sta alla base di una delle lamentele principali dei cosiddetti “ospiti”, ovvero il fatto di non sapere come passare il tempo. Chiediamo a coloro che gestiscono di assumersi responsabilità proprie della gestione, svolgendo i loro compiti nel rispetto di alcune condizioni minime, quali il diritto ad occupare il proprio
tempo almeno con delle letture, un biliardino o la possibilità di farsi un caffè.
Incontrando operatori e responsabili dei servizi presso il Centro, abbiamo riscontrato alcune carenze relativamente alla mediazione linguistico/culturale, all’eventuale sostegno psicologico e sociale, al trattamento della condizione di tossicodipendenza. Vi è poi il dubbio che i controlli medici, finalizzati a stabilire l’età del fermato, possano per loro stessa natura non essere così affidabili da assicurare che nel CPT di Modena non siano trattenuti dei minori.
Come sul tema delle tossicodipendenze, chiediamo e assicuriamo un’analisi approfondita del merito.
Fermo restando il nostro impegno politico per chiusura di tutti i centri di detenzione amministrativa per stranieri, analizzeremo questi ed altri temi alla luce delle prossime visite che, come detto, dovranno essere improntate ad una ben maggiore trasparenza democratica.
Forum sociale di Modena
30.12.2002
ForuModena.org